Cuba: Fidel compie 90 anni, concerti e app per festeggiarlo

Cuba: Fidel compie 90 anni, concerti e app per festeggiarlo

Fidel Castro compie 90 anni il 13 agosto, ma si è già congedato (o ha fatto finta di farlo) a piccoli passi. A partire da dieci anni fa quando, a causa di un intervento chirurgico complicato aveva ceduto il potere, «provvisoriamente», disse allora, al fratello Raul, che poi nel 2008 è stato nominato presidente e ha avviato le riforme economiche che hanno portato all’avvio della normalizzazione delle relazioni con gli Stati Uniti, il paese che il lider maximo aveva sfidato per 47 anni. E se in questo lungo periodo al potere il lider maximo ha sempre evitato il culto della personalità di altri leader totalitari, e Cuba è rimasta priva di statue e foto, oggi la sua immagine campeggia ovunque. Alla vigilia del suo compleanno sono comparsi ovunque cartelloni con la sua foto e le sue citazioni. La televisione di stato trasmette a ritmo continuo interviste sui suoi anni di potere. Il governo ha lanciato un indirizzo mail per inviargli gli auguri di compleanno (comandante jovenclub.cu), messaggi che saranno raccolti in un libro. Studenti dell’università di Santa Clara hanno realizzato una app per telefonini che consente di recuperare citazioni dai suoi infiniti discorsi e scritti. La sua casa di famiglia a Biran è stata ristrutturata e nel giardino sono stati piantati alberi. La Federazione degli studenti universitari ha organizzato la festa «Fidel è la mia specializzazione» in cui saranno messi in vendita libri, bandiere, foto e cappelli dedicati al lider. E sabato Cuba si trasformerà in un gigantesco concerto: dalle dieci del mattino di sabato il paese intonerà all’unisono, guidato da oltre cento cori di voci bianche e band, diversi pezzi musicali. Centri culturali, piazze, parchi, si trasformeranno in sale da concerto. La via storica di Dos Rios sarà percorsa da una trentina di ragazzi che leggeranno testi di Josè Marti e di Fidel.

Il suo ultimo discorso il Fidel lo ha pronunciato ad aprile, di fronte agli oltre mille delegati del partito, a chiusura del settimo congresso che si è svolto all’Avana. «Forse questa sarà l’ultima volta in cui parlo in questa stanza. Presto compirò 90 anni. Non mi aveva mai sfiorato una tale idea e non è stato il frutto di uno sforzo, è stato il caso. Presto sarò come tutti gli altri, il momento arriva per tutti», aveva detto, con parole accolte da una standing ovation che sembravano anticipare quella che con un eufemismo, a lungo negli Stati Uniti, è stata definita come la ‘soluzione biologicà al problema cubano. «Il tempo arriva per tuti noi, ma le idee dei comunisti cubani rimarranno come prova che su questo pianeta, se sono incarnate con molto lavoro e con dignità possono produrre i beni materiali e culturali di cui gli esseri umani hanno bisogno», aveva però aggiunto Fidel, con indosso la casacca di una tuta (adidas blu elettrico) che ha ormai sostituito la divisa verde militare da lider con cui rovesciò nel 1959 Fulgencio Batista. «Ai nostri fratelli dell’America Latina e del mondo dobbiamo trasmettere l’idea che il popolo cubano vincerà», la «grande rivoluzione sociale» in Russia nel 1917 «ha rappresentato un grande passo avanti nella lotta contro il colonialismo e il suo compagno inseparabile che è l’imperialismo», il resto del suo discorso. Un discorso che lo conferma come la figura ispiratrice per i cubani fedeli all’ortodossia comunista, come lo era sempre stato il poeta e rivoluzionario ottocentesco Jose Martì e a cui viene sempre più frequentemente associato Fidel. «Nell’ideologia di Martì e sulla strada di Fidel», lo slogan scandito dal capo della federazione dei giornalisti cubani in un editoriale in cui respingeva le richieste di apertura per una maggior libertà di stampa. A sottolinearlo è stato di recente il Washington Post, ricordando che al Congresso del partito, l’indebolito ma non meno combattivo Fidel ha fatto da sponda ai numerosi interventi contrari critici della storica visita di Barack Obama a marzo scorso. «Non c’è alcun dubbio che i conservatori che non vogliono andare avanti guardano a Fidel. C’è stato un ritorno di tutti quelli che hanno paura del cambiamento», ha commentato in un’intervista al quotidiano americano l’analista ed ex diplomatico Carlos Alzugaray. «Ribadiamo il nostro impegno a rimanere fedeli all’idea per cui Fidel ha combattuto tutta la sua vita per e a mantenere vivo lo spirito di resistenza, combattimento e dialettica», ha aggiunto, in un’intervista alla Nacion il 26 luglio scorso, in occasione dell’anniversario dell’assalto di Castro e del suo esercito rivoluzionario alla casema Moncada di Santiago, il secondo segretario del partito, il falco Josè Ramon Machado Ventura. Il lider maximo è nato a Mayarì, provincia di Holguin, dalla seconda unione di suo padre, Angel Castro Argiz, uno spagnolo che era giunto sull’isola nel 1898, con Lina Ruz, cubana figlia di immigrati spagnoli. Da questa unione erano nati sette figli. Oltre a Fidel e a Raul, Ramon e Angela, Agustina, Juana ed Enma che non hanno mai fatto politica, anche se ‘Juanità è diventata negli anni un’acerrima avversaria del regime del fratello. Pessimi i rapporti di Fidel , educato in una scuola di gesuiti, con i genitori: il padre morì nel 1956, mentre Castro stava preparando in Messico lo sbarco a Cuba, ma il loro ultimo incontro risaliva a tre anni prima. La madre è stata più fortunata e ha potuto vedere il trionfo del figlio prima di morire nel 1963. Tra le migliaia di pagine scritte sulla vita privata del lider maximo, negli anni divenuto l’icona della resistenza al capitalismo statunitense, l’annotazione dell’amico Gabo, Gabriel Garcia Marquez, lo scrittore colombiano morto due anni fa: «Protegge la sua intimità con un tale pudore che la sua vita privata è diventata l’enigma più ermetico della sua leggenda». Fidel – che, secondo un libro, sarebbe sopravvissuto a 638 tentativi di ucciderlo – si è sposato una volta sola, nel 1948, con Mirta Diaz Balart, 22enne ricca e di buona famiglia, sorella di un compagno di studi universitari: 11 mesi dopo è nato Fidelito, oggi fisico nucleare che resta l’unico figlio riconosciuto di Castro. Nel 1954 il divorzio. Un’altra figlia è Alina Fernandez Revuelta, figlia di Natividad Naty Revuelta, la donna sposata a un cardiologo che accolse in casa e aiutò il rivoluzionario Fidel. Ex modella, Alina è fuggita nel dicembre 1994 da Cuba e nelle interviste rilasciate da Miami ha ripetuto spesso che tutti i mali dell’isola hanno un solo nome, Fidel Castro. Una donna importante del passato del lider maximo è stata Celia Sanchez, per 22 anni al fianco del presidente da amica, confidente e segretaria, prima di morire di cancro nel 1980. Castro avrebbe poi avuto altri cinque figli maschi, che si chiamano tutti con nomi che iniziano con la A avuti da una maestra, Dalia Soto del Valle, conosciuta ai tempi dell’alfabetizzazione dell’isola, negli anni Sessanta.

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