Yemen. ONU: “Houthi e coalizione a guida saudita violano il diritto internazionale”

Yemen. ONU: “Houthi e coalizione a guida saudita violano il diritto internazionale”

Sia i ribelli sciiti houthi che la coalizione sunnita a guida saudita hanno commesso violazioni del diritto internazionale in Yemen. A denunciarlo è un nuovo rapporto delle Nazioni Uniti pubblicato ieri. “Abbiamo documentato infrazioni della legge internazionale e dei diritti umani commesse sia dalle forze houthi-Saleh che dalla coalizione arabo saudita e dal legittimo governo yemenita” si legge nel testo. “Tra le violazioni in corso – sottolinea il documento – vi sono il trasferimento forzato di civili da parte delle autorità di Aden [capitale “temporanea” del presidente Hadi], il reclutamento dei bambini e gli ostacoli posti all’accesso di aiuti umanitari nella città di Taiz da parte degli houthi.”
Proprio nella provincia di Taiz, denuncia l’Onu, le forze ribelli avrebbero deciso di insediare i loro combattenti e di nascondere le armi nelle aree abitate dai civili nel tentativo “deliberato di evitare gli attacchi [della coalizione]”. “Facendo così – scrivono le Nazioni Unite – gli houthi hanno messo deliberatamente in pericolo la popolazione civile”. Il Palazzo di Vetro ha detto che sta esaminando vari casi in cui i civili sarebbero stati usati dai ribelli come scudi umani. Lo studio accusa il gruppo sciita di aver modificato anche i missili terra-aria trasformandoli in missili terra-terra così da colpire il territorio saudita dallo Yemen.
Non se la passa meglio il blocco sunnita che viene accusato di aver colpito i civili in almeno un raid aereo, ma l’Onu ha detto che sta indagando sul altri tre simili attacchi. In uno di questi, il blocco sunnita avrebbe ucciso 6 persone (di cui 4 bambini) nella provincia di Lahj lo scorso 25 maggio. “E’ ormai quasi certo che la casa dei civili sia stata oggetto di un attacco deliberato con bombe altamente esplosive dell’aviazione [della coalizione]”. “Il blocco sunnita – si legge ancora nel rapporto – non avrebbe preso le necessarie precauzioni violando così il diritto umanitario internazionale”.
Non è la prima volta che houthi e coalizione vengono accusati di aver commesso violazioni della legge internazionale. Ma se le Nazioni Unite si mostrano inflessibili con gli houthi perché sostenuti ufficiosamente dall’Iran, si acquietano quando a compiere gli abusi e le violenze sono i caccia della colazione (in particolar modo se sauditi). Emblematico a tal proposito quanto accaduto a inizio giugno quando un rapporto dell’Onu denunciava l’alleanza sunnita per aver causato il 60% delle morti e dei feriti tra i bambini dello Yemen (510 vittime sulle 785 totali). La pubblicazione dei risultati dell’indagine fece infervorare Riyad che con pressioni -come confermò pochi giorni dopo addirittura il Segretario Onu Ban Ki Moon – riuscì a farsi cancellare dalla lista.
Il documento rilasciato ieri sottolinea anche come la guerra civile yemenita abbia favorito le “organizzazioni terroristiche come al-Qa’eda nella Penisola araba e lo Stato Islamico che si sono avvantaggiate del vuoto di potere per aumentare la loro influenza minacciando così la stabilità e la pace del Paese”.
Proprio due giorni fa due membri qa’edisti sono stati uccisi in un attacco con un drone (sembrerebbe statunitense) nella provincia di Shabwa, nel sud del Paese. Lo scorso mese la Casa Bianca ha esaltato i successi nella battaglia contro il terrorismo compiuti dagli attacchi degli aerei senza pilota nell’area mediorientale e centra asiatica. Poco importa che dal 2009 in Yemen, Pakistan e Africa le vittime civili in seguito ai bombardamenti effettuati da questa “precisa arma” si attestino a 116 (dati Washington). Al Palazzo di Vetro nessuno ha osato parlare di violazioni del diritto internazionale.
La pubblicazione del rapporto giunge a pochi giorni di distanza dall’abbandono della delegazione governativa dei negoziati di pace in Kuwait. La decisione ha fatto seguito al rifiuto houthi di accettare il piano di pace proposto dall’Onu che imponeva loro il ritiro dalle aree occupate e la consegna delle armi.

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