Egitto-Italia: Il pugnale di Tutankhamon d’origine extraterrestre

Egitto-Italia: Il pugnale di Tutankhamon d’origine extraterrestre

Uno studio approfondito di ingegneri e scienziati ne ha riconosciuta la provenienza da una meteorite.
No, non è l’inizio di una storia di alieni, che erano scesi sulla Terra al tempo dei faraoni, nell’antico Egitto. Nonostante questo, il constatare che il pugnale di Tutankhamon, del celebre e giovanissimo Faraone, che ha guidato il Regno sul Nilo milletrecento anni prima di Cristo, e rinvenuto nella sua tomba, è di origine meteoritica ha fatto un certo effetto. L’ha scoperto un gruppo di ricercatori italiani ed egiziani dopo una indagine approfondita svoltasi a Pisa con le migliori e più moderne tecniche attualmente disponibili: il pugnale ha una lama che contiene un decimo di nichel, oltre a concentrazioni minori di cobalto ed altri materiali, propri e caratteristici delle meteoriti. Il pugnale, oggi esposto al museo Egizio del Cairo, era stato ritrovato accanto al corpo del grande Faraone al momento della sua scoperta nel 1925 ed aveva fatto sempre discutere, alimentando idee sulla sua origine, associandola anche a quella del corpo. Di bellissima linea, il pugnale aveva l’aspetto dello strumento sacrificale, da usarsi nelle cerimonie pubbliche e religiose, ed aveva alimentato congetture di ogni tipo. Congetture che sono state spazzate via dagli studi congiunti di ingegneri dei Politecnici di Torino e Milano, dell’Università di Pisa, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Museo Egizio del Cairo e dell’Università di Fayoum, che hanno stabilito che la lama è di un metallo di origine meteorica ma soltanto essa. Lo studio oltre ad avere una importanza divulgativa, ha anche confermato l’abilità degli egizi nella lavorazione dei metalli, ai quali riuscivano ad imporre qualsiasi foggia ma anche al grande valore che veniva attribuito ai quelli di origine meteorica che venivano destinati esclusivamente al Faraone o alla sua famiglia.

l pugnale era nascosto fra le bende della mummia di  Tutankhamon il Faraone Fanciullo, sulla gamba destra, pronto ad essere utilizzato dal Re una volta raggiunto l’aldilà. La preziosità dell’oggetto era eccezionale, un capolavoro artigianale dalle origini extra-terrestri. Per spiegare il motivo dell’importanza dello studio italo-egiziano che ha condotto all’accertamento dell’origine meteoritica del ferro del pugnale del Faraone, è bene fare una serie di precisazioni storiche sull’utilizzo dei metalli nell’Antico Egitto.

Il pugnale di Tutankhamon

Il pugnale di Tutankhamon

Durante il periodo di regno di Tutankhamon, 1333-1323 a.C., il ferro era ancora un materiale poco lavorato in tutto il mondo, ma in particolar modo in Egitto era più prezioso addirittura dell’oro.

Il motivo lo spiega Daniela Comelli, docente di Fisica sperimentale presso il Politecnico di Milano, autrice dello studio: “Le difficoltà della lavorazione del ferro è l’alta temperatura del suo punto di fusione, 1.538 gradi Centigradi. Questo particolare rese difficilissimo per i primi fabbri riscaldare i minerali a sufficienza per estrarne il ferro, non riuscendo a forgiarlo per la produzione bellica“.

o, le aree rilevate nel pugnale

le aree rilevate nel pugnale

La famosa “Età del Ferro“, una delle tre ere in cui viene divisa scientificamente l’evoluzione preistorica della società umana, inizia infatti nel XII secolo avanti Cristo, circa un secolo dopo l’epoca di Tutankhamon, e non abbraccia da subito l’Egitto, che conoscerà un elevato livello di artigianalità nella lavorazione del minerale soltanto secoli dopo, circa nell’VIII° secolo avanti Cristo.
E’ quindi facile capire quanto possa essere importante lo studio condotto dai ricercatori italiani sui dati provenienti dal Cairo,
ricerca che ha coinvolto i Politecnici di Milano e Torino, il CNR, l’Università di Pisa, la società spin-off universitaria XGLab e il Museo
Egizio del Cairo con la connessa Università del Fayoum.
La ricerca nasce grazie a Francesco Porcelli, professore di Fisica al Politecnico di Torino e consulente scientifico all’ambasciata italiana al Cairo dal 2006 al 2014. Il desiderio di accertare una realtà storica a lungo dibattuta, l’origine del pugnale, è partita dalla scoperta di un altro ricercatore italiano, Vincenzo de Michele, che nel 2008 ha scovato il Cratere Kamil, di origine meteoritica. Il meteorite che generò il cratere era di
origine ferrosa, e si schiantò al suolo circa 5.000 anni orsono, distruggendosi in moltissimi frammenti. Da quei pezzi sarebbe stato estratto il pugnale per la lama del Faraone, un oggetto non di uso pratico ma ornamentale L’accertamento dell’origine del pugnale è stato effettuato mediante la Fluorescenza a Raggi X, una tecnica non invasiva di rilevamento della composizione dei materiali, che ha rilevato nella lama il 10% di nickel e lo 0,6% di cobalto, una lega metallica semplicemente irrealizzabile all’epoca dei Faraoni.
La ricerca è stata finanziata dal Ministero degli Esteri Italiano e dall’ente per la Ricerca Scientifica in Egitto.
Anche se lo studio è stato pubblicato di recente, le indagini sono iniziate nel 2014, in un’epoca politico/diplomatica molto diversa da quella attuale. Dopo il famoso caso Regeni, infatti, i rapporti di collaborazione fra Italia ed Egitto sono praticamente terminati, facendo perdere alle due nazioni collaborazioni di elevata qualità scientifica. La speranza è che, nel più breve tempo possibile, si possa giungere ad una conclusione positiva delle indagini per entrambe le nazioni, e che progetti di ricerca continuino a vedere coinvolti ricercatori italiani ed egiziani.

lo studio  pubblicato su VanillaMagazine

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