Usa-Cuba: un anno fa la riapertura dell’ambasciata di Washington all’Avana

Usa-Cuba: un anno fa la riapertura dell’ambasciata di Washington all’Avana

«Un momento veramente storico». Così il 14 agosto di un anno fa il segretario di stato americano John Kerry salutava «l’occasione memorabile» della sua visita all’Avana per la cerimonia solenne di riapertura della sede diplomatica statunitense durante la quale il governo americano aveva innalzato dopo 54 anni la propria bandiera sull’ambasciata a Cuba. Lo stesso Kerry aveva ricordato in quell’occasione di essere il primo ministro degli Esteri americano a visitare l’isola dal 1945. Una svolta preceduta dall’annuncio in contemporanea, nel dicembre 2014 da parte di Barack Obama e Raul Castro, dell’intenzione di riprendere le relazioni diplomatiche. Il 14 agosto 2015 il vessillo venne consegnato dai tre marines che la ammainarono nel 1961- Larry Morris, James Tracy e Mike East – ad altri tre marines che lo issarono mentre suonava l’inno americano, davanti al segretario di Stato John Kerry. La cerimonia ha rappresentato una svolta, dopo più di mezzo secolo di rottura segnato da tentativi di golpe, un duro embargo e una crisi, quella dei missili, che rischiò di trascinare il mondo in una guerra nucleare e di cui vengono ricostruite di seguito le principali tappe: 1959: I barbudos guidati da Fidel Castro prendono il potere all’Avana rovesciando il regime di Fulgencio Batista. Dopo la ‘revolucion’ cubana, gli Stati Uniti sospendono gli aiuti economici a Cuba e limitano le importazioni di zucchero, principale prodotto esportato dall’Avana. 1960: Washington approva un embargo parziale contro Cuba 1961: Vengono rotti i rapporti diplomatici fra Stati Uniti e Cuba Appoggiato dalla Cia, un gruppo di esuli cubani tenta di rovesciare il governo di Fidel Castro con un’invasione armata nella Baia dei porci, ma il tentativo fallisce.
1962: Gli Stati Uniti approvano un embargo totale al commercio con Cuba. Il dispiegamento a Cuba di missili sovietici provoca un blocco navale americano attorno all’isola. La crisi, considerata una delle più gravi della Guerra Fredda, si conclude dopo 13 giorni con il ritiro dei missili. 1977: I governi americano e cubano aprono sezioni d’interessi nelle rispettive capitali. 1992: Il Congresso Usa approva il Cuban Democracy Act, noto anche come legge Torricelli, che vieta alle imprese americane di commerciare con Cuba anche in paesi terzi. In tal modo l’embargo diventa legge. 1999: Gli Stati Uniti rendono più flessibili le sanzioni e permettono un maggior numero di voli charter verso Cuba. 2004: Il presidente americano George W. Bush rafforza le restrizioni ai viaggi a Cuba e limita l’invio di rimesse verso l’isola. 2009: Il presidente americano Barack Obama solleva le restrizioni di viaggio e rende più facile l’invio di denaro a Cuba da parte della comunità cuba no americana 2014: Il 17 dicembre Obama e il presidente cubano Raul Castro annunciano contemporaneamente e a sorpresa l’intenzione di riprendere le relazioni diplomatiche. L’annuncio è sancito da uno scambio di detenuti. Obama riduce l’embargo. 2015: In gennaio si aprono i negoziati per la riapertura delle ambasciate. Ad aprile avviene uno storico faccia a faccia fra Obama e Raul Castro a margine del summit delle Americhe a Panama. I rapporti diplomatici vengono formalmente riallacciati il 20 luglio, quando il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez issa la bandiera cubana sull’ambasciata a Washington.

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