Bahrein: esperti Onu diritti umani, no a persecuzioni sciiti

Bahrein: esperti Onu diritti umani, no a persecuzioni sciiti

Un gruppo di esperti Onu dei diritti umani esprime oggi preoccupazione per l’intensificarsi dell’ondata di “arresti, detenzioni, convocazioni (di polizia ndr.), interrogatori e contestazioni penali nei confronti di numerosi leader religiosi e cantanti, difensori dei diritti umani e dissidenti pacifici”, sottolineando che essa che danneggia i diritti umani essenziali. Lo si legge in una nota pubblicato oggi sul sito dell’Ufficio per i diritti umani dell’Alto commissario Onu di Ginevra. “Gli sciiti sono chiaramente presi di mira in base alla loro religione”, scrivono gli esperti. Aggiungendo che “di recente abbiamo assistito alla dissoluzione dell’Al-Wefaq National Islamic Society (principale partito dell’opposizione sciita, ndr), alla chiusura di organizzazioni religiose” oltre che a restrizioni del culto, del movimento e dell’accesso ad internet, ed al divieto di tenere sermoni per leader religiosi sciiti. Di recente la repressione dell’opposizione sciita, da parte della monarchia sunnita al potere, ha visto tra l’altro la condanna a nove anni di carcere per lo Sheikh Ali Salman, segretario del partito Al-Wefaq; un nuovo arresto per Nabeel Rajab, presidente del Centro per i diritti umani del Bahrain e noto attivista, il cui processo – segnala lo stesso centro – è stato rinviato due volte; la revoca della cittadinanza per Isa Qassim, principale leader religioso sciita.
Il Centro per i diritti umani segnala anche 26 arresti definiti arbitrari nel corso dell’ultima settimana, quattro sentenze giudiziarie politicamente motivate e un totale di 3000 persone detenute sempre “arbitrariamente” in carcere

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