Cairo: il padre dello studente di medicina ucciso: “Mio figlio Ahmed e’ il Regeni egiziano”

Cairo: il padre dello studente di medicina ucciso: “Mio figlio Ahmed e’ il Regeni egiziano”

Il padre dello studente  di medicina Ahmed Medhat ucciso, il 26 agosto scorso dopo il suo arresto, ha raccontato disperato “mio figlio è Giulio Regeni d’Egitto”. “Abbiamo ricevuto tante bugie da parte della polizia, così come è accaduto per lo studente italiano”. Ha raccontato di aver assunto un avvocato per cercare il figlio scomparso, il 28 agosto si sono recati alla stazione di polizia di Nasr City per denunciare il fatto e chieder informazioni. E lì gli hanno risposto: “Non abbiamo nessuno con questo nome cercate negli ospedali forse ha avuto un incidente”. E così hanno fatto, ma non lo ha trovato. Il giorno dopo sono ritornati alle 8 in caserma, uno degli ufficiali, ha detto all’avvocato: “Si chiama Ahmed Midhat?  E’ stato condannato a due anni?”. L’avvocato ha risposto: “Si per aver partecipato ad una manifestazione non autorizzata”. L’ufficiale: “Si allora è lui. E’ stato arrestato  ieri, purtroppo ha tentato di scappare è saltato dal veicolo della polizia ed è caduto. Ha sbattuto la testa ed è morto”. Il padre ha quel punto ha avuto un malore. Più tardi altri due ufficiali che si occupavano di redigere il rapporto in caserma, hanno invece raccontato che il figlio è stato arrestato in un club di prostitute “è saltato dalla finestra rompendo il vetro è finito sull’asfalto dopo un volo di 4 piani, il corpo è all’obitorio”. Insomma una serie di versioni contrastanti che hanno mandato su tutte le furie i familiari del ragazzo.

14222162_1071525919567177_1716863746494554170_n
Tra tutte le cose che non tornano di questa vicenda, quando i genitori sono andati all’obitorio il ragazzo aveva ancora addosso i suoi vestiti e le scarpe. “Come e’ possibile se loro raccontano di averlo trovato con queste prostitute mentre stava facendo sesso e nessun pezzo di vetro è stato trovato sul  corpo? Il padre di Ahmed ha mostrato la foto del figlio morto “ci sono segni di bruciature con le sigarette sulla mano e sulle braccia, segni di tortura sul viso e il corpo e sanguinamento sulla testa a causa di ripetuti colpi – ha raccontato – tutto questo è registrato in un rapporto ufficiale della Procura,  ma non hanno messo nelle rapporto le tracce di tortura con l’elettricità nello stomaco, e  anche ai piedi. Mio figlio era uno studente modello, un ragazzo serio. Aveva buoni voti all’università e tutta la vita davanti. Perché quando muore un ragazzo egiziano in queste condizioni nessuno interviene, un morto è un morto e il dolore di un padre e una madre è lo stesso”.

Il video che mostra la tortura

 

Egitto: studente di Medicina ucciso dalla polzzia

Articoli Correlati:



Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *

Cancel reply

ads

Log In

Ultime notizie

Video correlati

ads

error: Content is protected !!