Egitto, l’appello dei familiari dei 5 uccisi accusati della morte di Regeni: “Verità anche per i nostri morti”

Egitto, l’appello dei familiari dei 5 uccisi accusati della morte di Regeni: “Verità anche per i nostri morti”

“I nostri morti sono inoccenti cosi come Giulio, aiutateci a cercare anche la nostra verità”. ripetono le mogli, mamme e fratelli dei cinque uomini uccisi a fine marzo a Nuova Cairo, in quella che la polizia definì una sparatoria contro una banda di criminali. Ora i parenti dei cinque egiziani “chiediamo giustizia, è stata una vera e propria esecuzione”. “Eravamo sicuri della loro innocenza, sono stati incastrati dalla polizia con una serie di bugie terribili. Ma per avere i nostri diritti bisogna essere stranieri, perché qui nessuno si accorge di noi”.
Rasha Tareq, che ha perso fratello, padre e marito nell’assalto della polizia al minibus dove viaggiavano i cinque uomini, ha detto: “Il pubblico ministero  con i suo dubbi  nel rapporto consegnato agli italiani sulla morte di mio marito, mio fratello e il coinvolgimento di mio padre non li porterà certo di nuovo in vita.” “Oggi ci dicono che hanno dubbi che molto probabilmente loro non sono coinvolti nella morte di Giulio. Ma se noi quando il ragazzo è stato ucciso eravamo fuori con tutta la famiglia, in un’altra città per il funerale di nostra zia e ovviamente con noi erano presenti mio marito, mio fratello e mio padre li hanno visti tutti e questo lo abbiamo raccontato cento volte alla polizia”. E ha aggiunto:  “Ho già fatto una causa contro lo stato e la polizia  per avere giustiazia e ho chiesto al pubblico ministero di liberare il resto dei parenti arrestati il 24 marzo”. Moamen Tawfeeq ha detto che il nipote ventunenne, Ibrahim Farouk, che faceva l’autista di microbus, aveva solo un colpo d’arma da fuoco alla testa: «E’ stato ucciso a sangue freddo». Il fratello dello stesso ragazzo ha raccontato che è impossibile che l’auto (come raccontato dalla polizia) abbia mai forzato un posto di blocco: «Se fosse vero, la macchina sarebbe piena di fori nella parte posteriore, invece no, neanche uno. Tutte i buchi sono davanti… Sebbene mio fratello sia stato ucciso con un colpo alla testa, ci sono tracce di violenza sul suo torace. Probabilmente è stato ucciso fuori dall’auto e poi messo al posto di guida». La fidanzata di Ibrahim  ha dichiarato che “le bugie non finiscono mai , ci avevano detto che aveva avuto un incidente, poi chiamando dal suo cellulare ci avevano detto che era stato trovato all’obitorio accanto a un morto di nome Tareq. Insomma la vita di un egiziano non ha alcun valore per il nostro Paese questa è la verità”. Il figlio di Mustafa Bikr, un altro dei cinque uccisi, ha raccontato che il padre «aveva delle ferite ai polsi, come se fosse stato ammanettato». Mentre l’ex moglie di una delle vittime Mustafa Bakir,  ha detto : “Siamo  sicuri dell’innocenza di Mustafa, lui è morto gratis, sacrificato per le loro bugie. Ora voglio giustizia per i miei figli, per la nostra reputazione. Da quando è successo tutto questo vengono trattati come se avessero la peste, gli hanno persino detto ai più piccoli che il padre uccide le persone e fa parte di una banda criminale, ma quale banda e banda”. E ha annunciato che farà causa contro la polizia per i suoi figli e per il ex marito. E poi hanno lanciato un appello alla famiglia Regeni: “non dimenticate anche i nostri morti perché ogni fatto è legato all’altro solo così si potrà scoprire veramente la verità”.

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