Europol pubblica il rapporto Iocta sugli 8 trend del cybercrime nel 2016

Europol pubblica il rapporto Iocta sugli 8 trend del cybercrime nel 2016

Alcuni Stati membri dell’Ue fanno sapere che le segnalazioni di cybercrime potrebbero aver superato quelle connesse ai reati tradizionali. Lo rende noto un rapporto, appena pubblicato da Europol, in cui si identificano i trend delle minacce informatiche (cyberthreat). Nel testo si specifica che l’espansione è alimentata in buona parte sia del numero di attori e delle opportunità di impegnarsi in attività illegali altamente redditizie da parte di criminali informatici sia dallo sviluppo di nuovi strumenti di criminalità informatica in settori quali le frodi ai bancomat (Atm) e i malware mobile. Tuttavia, fa notare Europol, grande parte del problema è legato a norme di sicurezza digitali povere e al modus operandi delle imprese e degli individui. Una parte significativa di attività criminali informatiche, peraltro, coinvolge ancora il riciclo continuo di tecniche relativamente vecchie, per le quali sono disponibili soluzioni di sicurezza che però non sono ampiamente adottate. Per quanto riguarda le tendenze del cybercrime nel 2016, il rapporto Iocta (Internet Organised Crime Threat Assessment) ne rileva otto. La prima è il “Crime-as-a-Service”: l’underground digitale è sostenuto da un modello di crescita che interconnette fornitori specializzati di strumenti e servizi legati alla criminalità informatica con un numero crescente di gruppi che la perpetrano. Attori terroristici hanno chiaramente il potenziale per accedere a questo settore in futuro, avverte Europol.

Il secondo trend del cybercrime sono i “ransomware”. Nello Iocta si rileva che questi e i Trojan bancari restano le minacce malware top, una tendenza che poco probabilmente cambierà nel prossimo futuro. Il terzo è “L’uso criminale dei dati”. Le informazioni sottolinea Europol rimangono un bene fondamentale per i cyber-criminali. In molti casi si procurano a scopo di lucro immediato, ma è in aumento la tendenza al fatto che vengano acquisite anche per commettere frodi più complesse, criptate per ottenere riscatti o utilizzate direttamente per estorsioni. Il quarto trend sono le “Frodi nei pagamenti”. Gli EMV (Chip e PIN), il geo-blocking e le altre misure del settore continuano a erodere le frodi con carta all’interno dell’Ue, ma gli attacchi logici e con i malware direttamente contro gli sportelli automatici (ATM) continuano ad evolversi e proliferare. I gruppi criminali organizzati stanno iniziando a manipolare o compromettere i pagamenti che coinvolgono carte contactless (Nfc). Il quinto è legato ai reati e agli “Pedopornografici online e agli abusi”. L’uso di piattaforme crittografate end-to-end per la condivisione dei media, insieme con l’utilizzo di sistemi di pagamento in gran parte anonimi, ha facilitato una escalation in streaming di abusi sui minori.

Sesto trend del rapporto Europol sull’evoluzione del cybercrime è l'”Abuso del Darknet”. Questo continua a consentire ai criminali coinvolti in una serie di attività illecite, come ad esempio lo scambio di materiale pedopornografico. La misura in cui i gruppi estremisti attualmente utilizzano tecniche informatiche per condurre attacchi sono limitate, ma la disponibilità sul Darknet di strumenti di cybercrime e di servizi e altro materiale come armi da fuoco, offre l’opportunità per un cambiamento peggiorativo. Il settimo è l'”Ingegneria sociale”. Un aumento del phishing finalizzato a obiettivi di alto valore è stato registrato dalle autorità di polizia del settore privato. La frode “CEO”, una variante raffinata di spear phishing, è diventata una minaccia chiave. L’ultimo trend, infine, è legato alle “Valute virtuali”. Il Bitcoin rimane la valuta scelta per il pagamento di prodotti e servizi criminali nell’economia digitale sommersa e nel Darknet. Inoltre, è diventata anche la soluzione standard per i pagamenti nei casi di estorsione. Lo Iocta è prodotto dal Centro criminalità informatica europea (EC3) presso Europol. L’obiettivo è informare i decisori a livello strategico, la politica e i livelli tattici nella lotta contro la criminalità informatica. In particolare si concentra su tre aree del cybercrime: attacchi informatici, sfruttamento sessuale di minori online e frodi nei pagamenti.

Il rapporto Iocta 2016 fornisce una valutazione prevalentemente dei principali sviluppi, cambiamenti e delle minacce emergenti nel campo della criminalità informatica nel corso degli ultimi anni, rivolta prevalentemente alle forze dell’ordine. Si basa su contributi degli Stati membri dell’Unione europea e sugli input degli esperti di Europol, che sono stati ulteriormente migliorati e combinati con il contributo di partner del settore privato, finanziario e del mondo accademico. Un ruolo chiave per lo Iocta è quello di fornire la definizione delle priorità per i piani d’azione operativi nel quadro della piattaforma multidisciplinare europea contro minacce criminali (European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats, Empact). Inoltre, la pubblicazione del documento è il punto di partenza dell’impegno di Europol nell’ambito dello European Cyber Security Month (Ecsm), la campagna di sensibilizzazione annuale dell’Ue che si svolge a ottobre e si propone di aumentare la consapevolezza (awarness) delle minacce alla sicurezza informatica, promuovere la cyber security tra i cittadini e fornire informazioni di sicurezza aggiornate, attraverso l’educazione e la condivisione delle migliori pratiche.

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