Palestina: per non dimenticare il piccolo Muhammad Al-Durrah

Palestina: per non dimenticare il piccolo Muhammad Al-Durrah

Sedici anni sono passati dall’uccisione del bambino  Muhammad Al-Durrah, 12 anni. Brucia forte nei ricordi della sua famiglia e di  migliaia di palestinesi. E anche di molti giornalisti che in quel periodo, erano presenti in quel fazzoletto di terra. Hanno visto con i loro occhi. Sentito con le loro orecchie. Hanno raccontato quello che stava accadendo. E ancora oggi non si può fare a meno di ricordare. Il 30 settembre 2000 Muhammad Al-Durrah venne ucciso tra le braccia del padre dai colpi d’arma da fuoco dell’esercito israeliano nei pressi del bivio di Al-Shohada nella Striscia di Gaza. L’episodio venne ripreso dalle telecamere del canale tv France 2.

Israele ha tentato di stravolgere la vicenda, data la risonanza del crimine e lo scandalo che mostra la reale condotta dei soldati israeliani e il loro comportamento nei confronti dei civili.
E’ stato successivamente asserito che il filmato di questa tragedia, che ha suscitato emozioni ed è stato visto dal mondo intero, è stato contraffatto e che una kippah ebraica sia stata appoggiata sulla testa di Jamal, padre di Muhammad. Ci sono anche altre asserzioni secondo le quali i colpi d’arma da fuoco indirizzati al padre e al figlio sarebbero provenute da palestinesi. Questi tentativi di distogliere l’attenzione dalla verità sono falliti, in quanto il presidente francese ordinò la trasmissione del filmato all’epoca del fatto. Portando nuovamente alla ribalta il ricordo di questo crimine, gli israeliani stanno cercando ancora una volta di stravolgere la vicenda e creare pretese ingiustificate per insabbiarlo. Negli ultimi due giorni fonti ufficiali israeliane hanno dichiarato che Muhammad Al-Durrah non è stato ucciso ed è ancora vivo. Questa dichiarazione ha suscitato la rabbia della popolazione palestinese, incluso il padre del bambino, Jamal, che all’epoca venne colpito e si sta tuttora sottoponendo a operazioni chirurgiche. Durante la nostra intervista, Jamal Al-Durrah ha dichiarato di voler aprire la tomba del figlio davanti a un comitato investigativo internazionale comprendente personalità influenti del mondo arabo, al fine di confermare la morte del figlio e fornire le prove della falsità dell’accusa israeliana. La parte israeliana ha addirittura richiesto al canale francese di consegnare il filmato e ammettere che non sono stati gli israeliani ad aprire il fuoco e che si tratta di una falsificazione dei fatti. Il padre di Muhammad Al-Durrah ha inoltre ricevuto sul cellulare telefonate intimidatorie dagli israeliani che lo dissuadevano dall’andare fino in fondo al processo di esumazione e dal rivelare la verità. Numerosi organi di stampa del mondo arabo e occidentale stanno monitorando strettamente la vicenda e ribattendo alle accuse israeliane.

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