Egitto, la denuncia dei familiari: in quattro giorni 1 morto e 5 torturati dalla polizia

Egitto, la denuncia dei familiari: in quattro giorni 1 morto e 5 torturati dalla polizia

“La tortura in tutte le sue forme, è un crimine senza prescrizione”, come previsto dall’articolo 52 della Costituzione egiziana, però la sicurezza nazionale egiziana non rispetta la costituzione e solo in 4 giorno abbiamo documentato la tortura su sei civili denunciata dalle famiglie, tra cui tre fotoreporter arrestati mentre facevano il loro lavoro vicino al sindacato dei giornalisti.
Il 26 settembre, il cittadino Mohammed Fawzi Atiyah Abd al-Rahman, 30 anni, tre figli (uno nato sette giorni fa), proprietario di un bar, e’ stato ucciso da un agente di polizia nel villaggio Al-Haswat nella provincia Al Sharqiya. Il fatto è accaduto dopo una accesa discussione avvenuta dopo un blitz della polizia al caffè con una serie di arresti di alcuni ragazzi “senza alcun motivo”, denuncia un parente della vittima. Il 27 settembre le forze di sicurezza hanno arrestato tre fotografi, Hamdi Al zaim , Mohammed Hassan e Osama Alepeshbaishe, mentre scattavano foto per lavoro vicino al Sindacato dei giornalisti, in via Ab elKhaliq Tharwat nel centro del Cairo. L’avvocato Nourhan Hassan (sorella di uno dei fotoreporter) che segue tutti e tre, denuncia che i referti medici dei tre arrestati dimostrato l’esistenza di sette segni di torture sul corpo di Al zaim e di contusioni e lividi per gli altri due.
Il 30 settembre, Saeed Abu Alwafa un cittadino egiziano che lavorava nel settore del turismo da più di 20 anni, e’ stato arrestato da un blocco di polizia mentre era in viaggio con la sua moto, il motivo? Era senza patente, è stato  portato nella seconda sezione di Hurghada, dove e’ stato picchiato e torturato per essersi ribellato: è uscito dalla caserma della polizia con una lesione cerebrale che gli ha causato una patologia gravissima come la tetraplegia.
Sempre il 30 settembre Khamis Al-Kholi membro del Partito dell’Alleanza Socialista Popolare nel villaggio Mina El-basal è stato arrestato senza autorizzazione della magistratura  (l’unico organo che può autorizzare la polizia egiziana ad entrare nelle case dei cittadini). “All’alba la polizia è piombata nella sua abitazione distruggendo mobili e tutto quello che trovavano davanti trascinandolo via a forza davanti alla famiglia”, racconta un vicino di casa. Il motivo dell’irruzione? “Dicono che c’era una denuncia nei suoi confronti dopo un litigio con il proprietario di casa – racconta il vicino – ma in realtà è perché è politicamente contro Al-Sisi”. Vale la pena ricordare che sempre a settembre  sono stati uccisi due cittadini egiziani, “uno e’ stato sparato da un agente dopo un litigio con la moglie del poliziotto e l’altra e’ stato ucciso perché si è rifiutato di lavare la macchina di un ufficiale di polizia gratis”.

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