Epatite C, nuovi farmaci dati a 1 mln malati in paesi poveri

Epatite C, nuovi farmaci dati a 1 mln malati in paesi poveri

Da quando sono arrivati sul mercato, due anni fa, i nuovi superfarmaci contro l’epatite C, il cui tasso di cura supera il 95% nel giro di tre mesi, sono oltre un milione di persone nei paesi a basso e medio reddito trattate con questa terapia. A renderlo noto è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Nel mondo sono oltre 80 milioni le persone colpite da questa malattia. Questi nuovi farmaci, pur avendo pochi effetti collaterali rispetto alle precedenti terapie, all’inizio avevano un costo eccessivo persino per i paesi ricchi, pari a 85mila dollari. Grazie al lavoro dell’Oms e altri partner per garantire un maggior accesso (come negoziazioni sul prezzo, produzione locale e la concorrenza con i generici), diversi paesi a basso e medio reddito, tra cui Argentina, Brasile, Egitto, Romania, Indonesia, Georgia, Marocco, Nigeria, Pakistan, Filippine, Rwanda, Thailandia e Ucraina, hanno potuto offrirli ai loro malati. «Gli accordi di licenza e la produzione locale in alcuni paesi sono stati la strada per rendere queste terapie più a portata di mano – commenta Suzanne Hill, dell’Oms -. Ad esempio il prezzo della terapia per tre mesi in Egitto è sceso da 900 dollari nel 2014 a meno di 200 nel 2016. Ma rimangono ancora enormi differenze tra i paesi che pagano». Quelli a medio reddito, che sopportano il maggior peso della malattia, continuano a pagare prezzi molto alti per la terapia di tre mesi, che variano dai 9400 dollari del Brasile ai 79.900 della Romania. «L’Oms a tal fine sta lavorando ad un nuovo modello di prezzi per questi e altri farmaci costosi, in modo da aumentare l’accesso a tutti i farmaci essenziali in tutti i paesi», conclude Bill.

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