Terrorismo: Indonesia, madri a lezione di segnali radicalizzazione figli

Terrorismo: Indonesia, madri a lezione di segnali radicalizzazione figli

Jármi si era insospettita per il fatto che due uomini sconosciuti venivano a casa sua trovare il figlio, proprio alcuni giorni prima che fosse arrestato per possesso di esplosivi e armi da fuoco lo scorso luglio. Ma mai avrebbe pensato che il ragazzo, Priyo Hadi Purnomo, aveva abbracciato l’estremismo religioso. La storia di Jarmi, residente nella città di Surabaya, è una delle tante, comuni a molti genitori in Indonesia i cui figli sono stati arrestati per coinvolgimento in attacchi terroristici. Proprio per prevenire questi fenomeni, una Ong austriaca insegna alle madri a capire i primi campanelli di allarme della radicalizzazione dei figli. «Mio figlio era un bravo ragazzo. Non parlava molto, ma andava bene a scuola», ha confessato incredula Jarmi. Ed è proprio contro la mancanza di consapevolezza che lotta la ong Sisters Against Violent Extremism (Save) con il suo progetto Mother School. «Parlando con le madri i cui figli sono andati all’estero per unirsi a gruppi radicali, tra cui l’Is – ha spiegato Dewirini Anggraeni, coordinatore di Save per l’Indonesia – ci siamo resi conto che non sapevano nulla dello Stato Islamico, ed erano convinte che i loro ragazzi lavorassero per delle compagnie petrolifere straniere». Da qui il progetto, lanciato tra anni fa nella provincia di East Java, per insegnare alle donne a gestire i rapporti e il dialogo con i figli, e a capire i primi segnali di radicalizzazione. Un programma analogo è stato poi introdotto anche in Tagikistan, Nigeria e India.

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