Usa: Nyt, Trump e il nuovo dilemma per il Medio Oriente

Usa: Nyt, Trump e il nuovo dilemma per il Medio Oriente

Cosa cambierà per il Medio Oriente quando Barack Obama lascerà lo Studio Ovale? Dopo la valanga di slogan della combattuta campagna elettorale, con l’invocazione «American First» che riecheggia, si rincorrono gli interrogativi su cosa accadrà nei prossimi mesi con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. «Un altro dilemma per il Medio Oriente: Cosa fare con Donald Trump», titola il New York Times che non esclude un nuovo indirizzo per l’impegno americano nella «complessa regione» mediorientale, anche se da comandante in capo Trump dovrà districarsi tra gli «stessi problemi» con cui ha dovuto fare i conti Obama, il cui mandato è stato caratterizzato da crescenti tensioni con i tradizionali alleati, come Egitto, Israele e Arabia Saudita. L’Arabia Saudita spera che l’imprenditore-showman eletto presidente adotti una politica più dura nei confronti dell’Iran, l’Egitto vede in lui un uomo con cui fare affari senza i riflettori puntati sulla situazione dei diritti umani. Ma, sottolinea il Nyt, molti dei piani di Trump per la regione «sembrano in contraddizione»: un esempio su tutti, la proposta di una «zona sicura» per i civili in Siria accompagnata dalla promessa di collaborazione con la Russia, alleata del regime siriano di Bashar al-Assad e accusata di bombardamenti contro i civili. «Ho paura per la Siria – ha detto Murhaf Jouejati, presidente dell’organizzazione Day After che lavora al futuro democratico della Siria – Ci troviamo di fronte a un uomo che dice apertamente che delegherà ai russi la questione siriana. E questa è una chiara vittoria per il regime di Assad».

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