Archeologia: migranti preistorici, novità in Inghilterra  

Archeologia: migranti preistorici, novità in Inghilterra  

Per tutti è ormai il «Re di Stonehenge» per via della vicinanza al noto sito britannico, ma anche per la straordinaria ricchezza del suo corredo. Scoperto nel 2002, tra altre cento tombe, l’arciere di Amesbury, questo il nome esatto dell’uomo di alto rango vissuto nel 2300 a.C. e morto sui trentacinque anni, torna a far parlare di sè. E quando c’è di mezzo Stonehenge non può mancare Mike Parker Pearson, l’archeologo che al sito megalitico più famoso al mondo sta dedicando la vita. «Nuove analisi isotopiche su questo individuo – spiega Pearson in un articolo sul nuovo fascicolo della rivista “Archeologia Viva” (Giunti Editori) – riaprono il capitolo delle migrazioni durante l’età cosiddetta della Cultura del Vaso campaniforme, riferibile a un periodo della tarda età del Rame (2600-1900 a.C.) in cui si diffuse questo tipo di ceramica.  Il nostro arciere visse proprio in tale epoca, come documentano anche i cinque vasi funerari rinvenuti nel suo corredo». Ebbene, intrecciando dati isotopici e osteologici con le analisi al radiocarbonio, annuncia Pearson, «abbiamo scoperto che l’arciere era cresciuto in Europa continentale prima di spostarsi ed essere sepolto nel Wessex». Per andare a fondo nella questione delle migrazioni durante la preistoria, Pearson e la sua squadra hanno esteso la ricerca a oltre duecentocinquanta sepolture tra Gran Bretagna, Scozia e Galles. I risultati sono stati sorprendenti. La vera chiave di volta è arrivata dal confronto del tipo di dentina (tessuto dentale che si forma durante l’infanzia) con la composizione delle altre ossa nel medesimo individuo. Le differenze in molti casi erano incredibili: dieta, tipo di acqua, altitudine, distanza dalla costa e condizioni climatiche avevano modificato completamente il quadro osseo dell’esemplare preso in esame. «Le percentuali parlano chiaro – afferma Pearson – perché il quaranta per cento dei soggetti che abbiamo studiato erano immigrati nel Regno Unito. Non sappiamo esattamente da dove arrivarono, ma di sicuro si spostarono per motivi di sopravvivenza, tra cui la ricerca di nuovi pascoli per l’allevamento di capre e pecore, ma anche per incrementare la produzione agricola». Quattromila anni fa dunque la Gran Bretagna fu invasa da nuove genti e culture. Sappiamo che attorno al 2400 a.C. viene fatta risalire in Inghilterra l’introduzione della ruota e l’addomesticamento del cavallo. Probabilmente dobbiamo anche questo ai parenti del famoso arciere.

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